venerdì 20 giugno 2008

Papparonta su Radio Padania: le puntate sullo yogurt (7 e 14/6)

Vi lascio il link al post in cui ho riassunto le due puntate di cui al titolo.

http://www.orsettipadani.org/forum/topic.asp?TOPIC_ID=1453

mercoledì 18 giugno 2008

Filastrocche della pappa



"Filastrocche della pappa" è un simpatico libricino edito dalla Giunti Kids, formato poco più che tascabile, a cura di Maria Agnese Mignani (anche se in redazione compare una certa Micaela Vissani il cui nome è semplicemente una garanzia in fatto di cucina!). Coloratissimo, ricco di simpatiche illustrazioni pastellose, in ogni pagina dipinge in rima in maniera lieve ed accattivante un motivo a sfondo culinario: un topolino goloso di formaggio, i colori in cucina, un piccolo diverbio fra pentole e padelle, o ancora i capricci di un bambino che rifiuta gli ortaggi.
E' un libro che abbiamo letto e riletto ai nostri bambini, e che suscita sempre entusiasmo e piccole domande e riflessioni. Vi propongo la filastrocca dal titolo "Non voglio la verdura" che dedico in particolare al mio piccolo Enrico, gran divoratore di cosciotti d'agnello, salsicce, pollo e arrosti ma un poco schifiltoso nei confronti della verdura. Perché rifletta, e con lui i bambini del suo stesso stile, su quanto è buona ed importante una carotina, ogni tanto.

NON VOGLIO LA VERDURA
Tommaso non voleva
mangiare la verdura
e fargliela assaggiare
sembrava impresa dura.

-Puah, che roba è questa?-
diceva disgustato.
-Io voglio le polpette,
la salsiccia e lo stufato.

Mi piaccion le bistecche,
alte almeno quanto un dito,
con agnello, cotolette
ed il misto di bollito!

Finì poi che con il vizio
di mangiare solo quello,
gli spuntò di punto in bianco
un codino da vitello!

venerdì 23 maggio 2008

Puntata del 17/5: gli asparagi

Sperando di farvi cosa gradita, vi riporto l'estratto delle puntate del piccolo spazio "Pappapronta" che conduco ogni sabato mattina alle 9:45 in diretta telefonica e con sottofondo di poppanti festosi :-) all'interno del programma "Maramao" di Ilariamaria, su Radio Padania Libera. La puntata precedente era stata dedicata alla festa della mamma e si era parlato di una delicata torta di fragole e caprino (trovate la ricetta qui). Vi ricordo che per seguirci potete collegarvi al sito di RPL e ascoltare la radio con Mediaplayer cliccando qui oppure cercando RPL nelle frequenze delle vostre regioni, cliccando qui. Potete anche venirci a trovare direttamente sul forum degli Orsetti Padani!

***GLI ASPARAGI***

Bambini, sapete cosa sono gli asparagi?
Sono dei germogli (il nome stesso di asparago deriva dalla lingua greca e rimanda all'idea di “germoglio”, anzi di... qualcosa non ancora germogliato) o meglio, piante di cui si mangiano i germogli e si raccolgono proprio in questa stagione.
Sapete di che colore possono essere? Bianchi, rosa o verdi. Gli asparagi verdi germogliano fuori dalla terra, alla luce, quindi diventano vedi come le piante e sono i più teneri in assoluto; quelli bianchi invece vengono fatti germogliare sottoterra, hanno una casetta al buio come le talpe, quindi rimangono così, bianchi. Quelli rosa o violetti possono vedere la luce da un buchino e così la punta diventa violetta. Sia gli asparagi verdi sia quelli bianchi sono un po’ più duretti perché sono una via di mezzo fra una radice e un germoglio, quindi devono essere pelati per poter essere cotti e mangiati. Nel Nord dell’Europa sono più noti quelli bianco-violetti, mentre nel sud sono consumati soprattutto quelli verdi.

In Padania siamo rinomatissimi per i nostri asparagi! ve ne elenco solo alcuni fra i più famosi, a seconda delle varietà.
Violetto: Cantello (Va), varietà Argenteuil (ehehe, sono informatissima... ce li ho dietro l'angolo, anzi proprio in questi giorni c'è stata la sagra!) e Albenga (Riviera Ligure di Ponente), addirittura un presidio Slowfood
Bianco: Bassano del Grappa e Cimadolmo: ma tutto il Veneto è famoso per i suoi asparagi
Verde: Altedo, che è in provincia di Bologna, ma lo si produce anche in provincia di Ferrara. Più che un asparago, una lancia da condottiero dei romanzi cavallereschi, insomma!

Ora, dovete sapere che gli asparagi sono molto difficili da coltivare: ci vogliono tecniche molto particolari, molto tempo e pazienza. Non per niente presso gli antichi Romani era considerati il re degli ortaggi, il cibo degli imperatori. E’ questo il motivo per cui nella difficilissima agricoltura del Medioevo -so che entrare in questioni storiche è difficile per voi piccolini... diciamo dai millecinquecento ai cinqucento anni fa! -furono totalmente dimenticati e furono riscoperti solo tanti secoli più tardi, dal 1400 in poi.*

I nonni forse vi avranno raccontato che esistono anche gli asparagi selvatici, e a seconda delle diverse zone della Padania dove vivete vengono chiamati in maniera diversa. Gli ortisoni o voltisoni sono i germogli degli asparagi selvatici (quella che in toscano è l'asparagina), che crescono nei boschi, ai bordi delle strade, nelle zone incolte, steppose, mentre i bruscandoli sono i germogli del luppolo selvatico e i bruschi sono i germogli del pungitopo (attenzione, però: nella regione Lombardia non si possono raccogliere perché sono una specie protetta, e anche anche in altre zone). Quelle che vi ho elencato sono tutte erbe che venivano usate al posto degli asparagi in cucina e sono proprio quelle che venivano raccolte dalle nostre nonne, che ce le facevano nel risotto o nella frittata o anche nella minestra. le nonne sapevano riconoscdere benissimo le erbe spontanee. Noi, invece, abbiamo un po' perduto questa importante cultura orale, e così quando andiamo in campagna è meglio sempre affidarsi a qualche persona esperta se vogliamo raccogliere i prodotti del bosco, dato che è facile confondersi e anche purtroppo raccogliere erbe o frutti velenosi benché molto belli e di colori vivaci ed invitanti.

In particolare, suando passeggiamo per le strade di campagna capita in questa stagione, da aprile a giugno, di vedere dei germogli di una pianta rampicante che si attorciglia attorno agli altri alberi. E’ la pianta del luppolo selvatico e i suoi germogli sono gli asparagi selvatici per definizione. Nei vari dialetti padani si chiamano in maniera diversa: bruscandoli in veneto, luartis o luvertis in lombardo occidentale, vartìs nel pavese, luirtìs a Cremona, urtizzon in Friuli, luvertin o livertin o luertin in piemontese… Aggiungete voi quelli che mancano!

A questo punto è arrivato il momento della ricetta. Vi è venuta voglia di un bel risottino, anche invogliati dal freschino di questi giorni, vero?
Fate pulire alla mamma gli asparagi che avete scelto: osservatela mentre taglia la parte tutta bianca, poi divide la punta (il germoglio) dal gambo. Affetta il gambo a cubetti e lo fa rosolare in una padellina con una cipollina affettata e un po’ di burro, lo copre di acqua e un po’ di sale e lo fa cuocere fino ad intenerirlo, diciamo per 18, 20 minuti a seconda della varietà, poi lo frulla con un goccino di latte e lascia lì. Nel frattempo prepara il risotto: un bel soffrittino di cipollina, burro e un goccio d'olio - altrimenti il burro "fuma", come mi disse un cuoco nostrano anni fa-, poi butta il riso, lo tosta, lo sfuma con un bicchiere di vino bianco, aggiunge il brodo mestolo per mestolo e lo porta a cottura lasciandolo bene morbido (all’onda). Alla fine lo manteca con burro e grana e unisce il passatino di asparagi, mentre le punte ve le lascia per decorarlo come più vi paice: potete farci dei capelli per un pagliaccio che abbia occhi di carota e sorriso di prosciuttino.

Finaimo con una pappa con gli asparagi (dai 7 mesi in su, adatta al periodo dello svezzamento).
Servono 200 g di patate, 6 o 7 asparagi. Peliamo le patate, mondiamo gli asparagi. Lessiamoli insieme (la patata a pezzetti, gli asparagi a tocchetti) con un pizzichino di sale per venticinque minuti. Passiamo al passaverdura, conservando il brodo, poi mettiamo nel piattone un mestolo di brodo e tre-quattro cucchiai di passata. Aggiungiamo il formaggino (o meglio ancora della robiola o del caprino nostrano), un filo di olio, la crema di riso nella quantità indicata dal pediatra oppure altri cereali (mais e tapioca o semolino se già consentito l'uso del glutine) e... buon appetito al nostro poppante golosone!



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Laura
http://www.pappapronta.blogspot.com/
http://www.daisettelaghi.blogspot.com/

sabato 3 maggio 2008

Pappapronta su Radio Padania!



E' trascorso un po' di tempo dall'ultimo post su queste pagine ma come già preannunciato su "Una mamma e sette laghi", da sabato 3 maggio siamo "in onda" in un piccolo spazio su Radio Padania Libera con una ricetta alla settimana e così l'occasione è ghiotta per rimpolpare il blog! Ecco la ricetta che ho presentato ieri mattina agli amici radiofonici nella puntata "zero" e che mi fa piacere condividere con voi lettori del blog. Si tratta di Biscotti faccina o, meglio, Biscottini smiles adatti per una robusta colazione di festa o come divertente merenda. Sono una variazione sul tema degli occhi di bue, una ricetta ormai divenuta un classico della pasticceria internazionale ma che affonda le sue radici nei dolci tipici di alcune regioni italiane, fra cui la Sardegna e il Trentino.

Realizzarli è davvero semplice: basta preparare una *frolla di base con 500 g di farina (oppure due parti di farina e una di amido, fecola, frumina o anche maizena: si trovano in commercio farina già opportunamente tagliate), 200 g di burro freddo di frigo e a pezzetti, un uovo, 175 g di zucchero e una bustina di vanillina (eventualmente un goccio di latte freddo se l'impasto fosse un po' duretto da lavorare): sia che si usi l’impastatrice o meno, appena formato il cosiddetto “briciolame” si deve fare la palla più in fretta possibile per non scaldare troppo l’impasto lavorandolo; quindi lo si dividerà in due parti uguali e in una parte si amalgamerà un cucchiaio di cacao amaro in polvere. Le due parti si porranno in frigorifero a rassodare per un’ora circa, protette dalla pellicola trasparente, dopodiché si stenderà la parta nera sul piano leggermente infarinato, a circa mezzo cm di altezza, e se ne ricaveranno dei tondi di circa 5 cm di diametro, che si cuoceranno per una ventina di minuti a 180 C° su teglia preferibilmente foderata di carta forno.
La seconda sfoglia, quella bianca, sarà stesa alla stessa maniera della prima e se ne ricaveranno altrettanti tondi che andranno bucati con il coperchio di un burrocacao per fare gli occhietti. Si incideranno infine anche i sorrisi con un coltellino (meglio fare quest’operazione dopo aver già adagiato i biscotti nella teglia di destinazione perché una volta intagliati sono molto fragili) e si cuoceranno anche questi come i primi. Una volta raffreddati, si accoppieranno i biscotti neri e bianchi con del cioccolato fondente fuso e si lasceranno asciugare per qualche ora.

*La ricetta per gli occhi di bue prevede una frolla più fine e più burrosa, e assolutamente la presenza dello zucchero a velo. Quella di Porzia Losacco, gentile signora di Bari, alla quale mi ispiro, virtuosa dell'arte e della decorazione dolciaria, prevede le dosi che ho indicato sopra tranne per il burro, che aumenta a 250 g, e lo zucchero, che riduce a 150 g (tutto a velo).

sabato 26 gennaio 2008

Torta di mele al caffé


In casa mia non vanno molto le torte di mele: è soprattutto Enrico, il più grande (7 anni ad aprile) che non ama il gusto delle mele cotte, mentre Stefano, il piccolo di tre anni invece le adora. Ogni tanto, così, le ripropongo con qualche variante, soprattutto per merenda: chissà mai che alla fine non ci si abituino un po' tutti... Ad ogni modo le torte in casa mia finiscono sempre al massimo nel giro di un paio di giorni. Al limite si offrono a qualche amica in visita o si portano alle mamme mia amiche della Scuola dei bambini...

***Torta di mele al caffè***

Prepara una tortiera da 24 cm di diametro, imburrata e infarinata.

Separa gli albumi da 4 uova e montali a neve. I tuorli invece vanno montati in una ciotola ampia con 200 g di zucchero di canna e una tazzina di caffé ristretto, raffreddato.

Aggiungi 250 g di farina 00 setacciata con una bustina di lievito e 100 g di olio di semi. Riprendi a montare per un pochino. incorpora due mele tagliate a fettine sottili e profumate di cannella in polvere, versa l'impasto nella tortiera e in superficie distribuisci una melina più piccola sempre a fettine, cospargendo con due cucchiai di zucchero di canna. Inforna a 170 C° per un'ora: ci vuole tutta.

giovedì 24 gennaio 2008

Yogurt casalingo

Avevamo già parlato qui di yogurt casalingo ma oggi Marina Braito ha segnalato sul forum di Cucinait una pagina interessantissima per chi vuole produrlo in casa e così ve la riporto anch'io: non c'è niente di meglio di un ottimo yogurt casalingo per star meglio dopo i malanni di stagione (specie se gastrointestinali...)

http://www.e-bio.it/ricette/ricetta.php?ricetta=yogurt/yogurt

lunedì 21 gennaio 2008

Ciambella allo yogurt e marmellata di arance


E' davvero tanto tempo che non aggiorno questa pagina.
L'influenza ha colpito clamorosamente tutta la famiglia e a ripetizione. Con i bambini ammalati non si riesce a far molto, ma qualche novità per colazione in casa mia cerco di non farla mai mancare: chi ben inizia è già a metà dell'opera, e cominciare con una buona prima colazione assicura energia per tutta la giornata!

Spulciando il bel blog di Gathina (utilissimo per chi ha problemi di celiachia) mi ero imbattuta in una ciambella alla marmellata molto gustosa.
Dovete sapere che però i miei sono appassionati di torte allo yogurt e così per accontentarli anche stavolta ho deciso di prendere in prestito l'idea di Gathina dando una ritoccatina alla mia torta.
Il risultato è stato una ciambella morbida e profumata alle arance.

***CIAMBELLA ALLO YOGURT E MARMELLATA DI ARANCE***

3 uova-270 g di zucchero-200 g di farina e 100 di fecola-una bustina di lievito-150 g di marmellata di arance amare e un vasetto di yogurt bianco (il mio è casalingo)- un vasetto di olio di semi

Montare i tuorli con lo zucchero, quindi incorporare gli altri ingredienti (lo yogurt va frullato con la marmellata) e ricominciare a montare. Unire solo per ultimi gli albumi a neve.
Per la tortiera, ottimale sarebbe quella da 28 a ciambella. Siccome non è facile trovarla e non ce l'ho nemmeno io, ne ho usata una da 26 e il resto dell'impasto l'ho utilizzato per una tortierina da 10 cm. Al limite la prosisma volta cercherò di vedere se viene bene anche la torta intera da 26 ma credo non ci siano problemi.
In forno a 170°C, non di più, per circa un'ora.

giovedì 29 novembre 2007

Tosse e raffreddore...

Quando si hanno a casa i bambini ammalati, cosa inventarsi per farli sorridere un po'?
Oggi ho provato a fare una variazione sul tema dell'arancia (vitamine, vitamine!!!) alla mia solita ricetta del budino.

***Budini all'arancia***

Sbattere con la frusta 80 g di zucchero di canna con un uovo intero, in una casseruola a doppio fondo.
Incoporare due cucchiai di fecola.
Unire 300 ml di succo di arancia e 200 di latte, mescolare bene ed iniziare a scaldare a fiamma moderata.
Fare addensare sempre mescolando con la frusta per non fare attaccare al fondo.
Se volete, ma io ne faccio anche a meno, filtrate con un colino e versate in stampi da budino monoporzione: io uso quelli di silicone per piccole bavaresi econ queste dosi me ne vengono cinque (Stefano ne vuole sempre due...)

Note: ho diminuito la solita dose di zucchero da 100 g a 80 perché le arance Navelina che avevo in casa sono piuttosto dolci. Se invece usate arance un po' asprigne potete aumentare leggermente lo zucchero oppure correggere l'aspro con un cucchiaio di miele.

lunedì 26 novembre 2007

Panini per hamburger!


Due settimane fa avevo comperato dei bellissimi hamburger di manzo al supermercato.

Dovevano fare una fine gloriosa, così ho deciso di preparare in casa i panini all'americana.

Le mie amiche di Cucinait mi avevano già ragguagliato sulle ricette più in voga ma io, testa dura e nonna pugliese, ho deciso di fare lo stesso a modo mio...

Così ho elaborato una ricetta di panini semidolci con la patata lessa nell'impasto che ha avuto davvero sucecsso.

Ogni domenica sera, così, mi "tocca" rifarli!


***Panini semidolci per hamburger di Laura***
650 g di farina 0

2 cucchiani di lievito di birra disidratato

1 cucchiaio di strutto

una patata al vapore di circa 200 g (5 minuti al mw a potenza max) passata al passaverdure

2 cucchiai di zucchero

latte tiepido miscelato in parti uguali con acqua qb per impastare: se lavorate con l'impastatrice ce ne vogliono in totale circa 400 ml

1 cucchiaino di sale

semini di sesamo, papavero, finocchio per decorare


Ho impastato col mio fido Kenwood (eh sì, mi sono impigrita anche io...) prima con la frusta a k per raccogliere l'impasto e poi 2 minuti a velocità 3 e 3 minuti a velocità 4.


L'impasto, incordato bene, era liscio e un po' attaccato al fondo; l'ho prelevato, infarinato e messo in una ciotola a riposare, avvolta dalla pellicola, in forno un pochino caldo (io accendo il forno epr cinqua minuti, poi sento con la mano se è calduccio, spengo e metto a lievitare).

Dopo un'ora ne ho fatto un salamotto, l'ho infarinato e arrotolato su se stesso, quindi schiacciato e allungato con il mattarello.


Ne ho poi ricavato tanti dischi dello spessore di un cm circa con una tazza da latte e li ho messi su due teglie foderate di carta forno a lievitare.


Dopo mezz'ora li ho spennellati di latte, li ho lasciati ancora un'ora e li ho rispennellati, decorati con i semini e infornati a 200 °C girandoli dopo quindici minuti. Dopo altri cinque minuti erano pronti. Dentro erano sofficissimi , perfettamente lievitati e profumati.
Il giorno dopo sono ottimi e penso che si conservino anche di più.
Voglio provare a farne anche dei panini più piccoli per la merenda del mattino di Enrico.

Mio marito ha detto che da adesso in poi guai a me se compero quelli gommosi del supermercato!

domenica 25 novembre 2007

Torta al caffé


Come sono le colazioni di casa vostra? Da quando Enrico non prende più il pullman alle sette e mezza del mattino e guadagnamo quaranta minuti tutti per noi - il pullman però è un servizio miracoloso della scuola, per molti motivi, e per me è stato utilissimo -, la mattina si riesce a mangiare decisamente meglio.

Io apparecchio la tavola con una bella tovagliona a quadretti; facico colazione alle sette con mio marito, e poi alle sette e mezza coi bambini.

Una bella torta compare tutte le mattine; non la faccio troppo grande, così sono sicura che fra colazione, merenda e nonni viene finita in giornata.

La torta della domenica, ovviamente, è sempre speciale! Lo dimostra anche quello che ne è rimasto da stamattina (sono solo le dieci e mezza...)


***Torta al caffé***


Per una tortiera da 20 cm


2 uova

50 g di burro e 60 g di mascarpone

110 g di zucchero

70 g di farina e 50 di maizena (perché non avevo in casa la fecola: ma vanno bene entrambe, anzi anche la frumina)

una tazzina di caffé ristretto

due cucchiaini colmi di lievito


Prima di tutto si separano i tuorli (che si conservano in una ciotolina) dagli albumi e si montano questi ultimi a neve ferma.

Bisogna poi tagliare il burro a pezzettini e lavorarlo a crema in una terrina con il mascarpone e due cucchiai di acqua.

Quando sono ben amalgamati, si unirà lo zucchero e si comincerà a montare con le fruste fino ad ottenere un composto soffice al quale poi si incorporeranno entrambi i tuorli continuando a montare. Dopo qualche minuto si uniranno in un colpo solo farina, amido e lievito setacciati ed il caffé raffreddato. Si riprenderà a montare con le fruste e dopo un paio di minuti, quando si otterrà l'efetto vellutato della schiuma da barba, si aggiungeranno delicatamente con un cucchiaio gli albumi montati a neve.

Il composto è pronto per essere versato nella tortiera.

Deve cuocere per 40 minuti a 175 °C.


Io l'ho preparata ieri pomeriggio per stamattina e l'ho spolverizzata di cacao dolce.





venerdì 23 novembre 2007

Torta allo yogurt e tortine


Fare dolci leggeri e gustosi al tempo stesso non è mai troppo facile.
Conosciamo tutti la ricetta della torta allo yogurt, la torta dei sette vasetti intendo.
Per misurino si utilizza il vasetto dello yogurt bianco (intero): se si è capaci e soprattutto se si ha voglia di farlo in casa, il dolce viene ancora più leggero.
Io spesso ho in casa yogurt fatto da me e mi viene benissimo da quando utilizzo la ricetta della mia amica telematica Francesca Spalluto. In sintesi:

si porta quasi ad ebollizione un litro di latte (ho provato anche con quello di soia e viene bene, ma viene bene con quello addizionato di calcio). Si fa raffreddare riportando ad una temperatura compresa fra 40 e 42 °C: veramente Francesca estende il range di qualche grado ma io ho fatto delle prove e quando con un termometro da bambini capisco che siamo verso i 41, inoculo lo yogurt (quello comperato) bianco intero: due cucchiaiate di prodotto tenuto per una mezz’oretta a temperatura ambiente sono sufficienti.
Si mescola vigorosamente con una frusta a mano, quindi si versa nei barattolini di vetro della yogurtiera, possibilmente tiepidi, e si lascia per 4 ore nell’apparecchio.
Non di più altrimenti inacidisce. Per la volta dopo si riutilizza l’ultimo vasetto come starter.
Francesca però non lo fa con la yogurtiera, o almeno così ci raccontò, ma tiene i suoi vasetti in un ripostiglio tiepido (quadno non aevvo ancora la yogurtiera io una volta ho usato l’asciugatrice…). Più sono piccoli i vasetti, prima si forma lo yogurt e più dolce viene.


A questo punto si può fare la nostra

TORTA ALLO YOGURT DEI SETTE VASETTI

3 uova
3 vasetti colmi di farina 00 oppure meglio ancora, 2 vasetti di farina e uno di fecola o maizena
2 vasetti di zucchero semolato (io uso lo Zefiro che è più sottile)
1 vasetto di yogurt
1 vasetto di olio di semi (io uso l'Olys Carapelli ma va benone anche un olio di semi o un extravergine d’oliva leggero, ad esempio ligure)
facoltativo: scorza di limone grattugiata
1 bustina di lievito (intera, mi raccomando)

Il procedimento è semplicissimo: si montano per almeno dieci minuti con le fruste elettriche i tuorli con lo zucchero, aiutandosi con un cucchiaio di acqua se all'inizio risulta difficile, dopodiché si incorporano assieme gli altri ingredienti (la farina setacciata col lievito) e le chiare a neve ferma solo alla fine: prima di unire la chiara si rimonti tre minuti con le fruste per amalgamare bene.
Io uso la tortiera da 24 e mi viene una torta bella alta.
Si può anche dividere l'impasto in due, ad uno mescolare una bella cucchiaiata di Nutella (ma sì, dai, la uso anche io e la adoro... Anzi, da mia nonna in poi abbiamo sempre collezionato tutti i bicchieri: ma quanto dura la serie di Shrek Terzo? Non finisce più...) e fare una torta bicolore.

Tempo e temperatura di cottura: 170 C° per 45 minuti circa.

Però con lo stesso impasto si possono anche fare delle merendine. Con queste quantità ne vengono due infornate negli stampini da muffin a 12 impronte: se sono quelli di silicone non serve imburrarli prima (io lo facico lo stesso per scrupolo) - me ne ha regalati di bellissimi Elvira al pranzo del decennale di Cucinait; altrimenti, se sono quelli metallici, si abbia l'accortezza di sistemare in ogni stampino un pirottino di carta. io uso quelli bianchi ma su diversi siti, ma anche all'Esselunga per dirne una, ne vendono di bellisismi anche natalizi.
Si deve riempire ogni pirottino sino a due terzi e non di più.
In questo caso, si inforna a 190 °C; dopo cinque minuti si abbassa a 175-180 °C e si termina la cottura (20, 25 minuti circa in totale). E’ press'a poco il metodo che si usa per i muffin.

giovedì 22 novembre 2007

Crocchette di cavolfiore


E' spesso difficile far mangiare le verdure ai bambini!

A volte bisogna sfoderare un bel po' di fantasia, soprattutto quando il vegetale ha un sapore un po' forte. E' il caso della famiglia dei cavoli in generale. C'è qualcuno dei vostri figli che li adora? In casa mia mio marito ed io ne andiamo pazzi ma i bambini non vorrebbero sentirli nemmeno nominare. Così bisogna trovare qualche escamotage per convincerli...



***CROCCHETTE DI CAVOLFIORE***


350 g di cavolfiore

450 g di patate (3 patate medie)

un uovo

qualche cucchiaiata di grana grattugiato, curry, noce moscata, sale, pangrattato

farina

olio extravergine d'oliva


Lessare patate e cavolfiore in due recipienti diversi (se si preferisce, mettere al mw le patate per una decina di minuti, alla massima potenza).

Passarle al passaverdure e raccogliere il passato in una terrina.

Incorporare l'uovo, il grana e gli odori.

Formare con le mani infarinate delle crocchette un poco affusolate e non troppo grandi; rotolarle nel pangrattato e disporle in un'ampia teglia da forno.

Irrorarle di olio e cuocerle in forno a 200 °C per una ventina di minuti.


martedì 20 novembre 2007

Budini!


I miei figli quando arrivano a casa da scuola e dall'asilo si tuffano volentieri sui budini che faccio io.
Sono semplicissimi, i miei budini, ma soprattutto sono velocissimi da preparare.

***BUDINI AL CIOCCOLATO***
In una casseruola possibilmente con doppio fondo sbattete con la frusta un uovo con 100 g di zucchero.
Amalgamate un paio di cucchiai di fecola o maizena, altrettanti di cacao amaro, un cucchiaio di Nutella (potete anche ometterla). A filo incorporate mezzo litro di latte tiepido.
Mettete su fuoco dolce e, sempre mescolando con la frusta per non fare attaccare, fate addensare.
Versate negli stampi da budino monoporzione, se preferite passando al colino, e lasciate raffreddare. Io uso gli stampini in silicone.
Riponete in frigorifero per un paio di ore e sformate.

***BUDINI ALLA VANIGLIA***
Come sopra, omettendo il cacao amaro e la Nutella e aggiungendo una bustina di vanillina (o, meglio ancora, lasciando in infusione per un quarto d'ora mezza stecca di vaniglia aperta per il lungo nel latte)

venerdì 16 novembre 2007

Crocchette di zucca

Uno dei crucci delle mamme è sempre stato riuscire a far mangiare le verdure ai propri figli.
Non sempre: ci sono le dovute eccezioni. Ad esempio, i miei figli divorano le carote come fossero coniglietti, e in generale le verdure crude possibilmente di stagione presentate in maniera simpatica e con cui possono giocare nel piatto. Peperoni rossi e gialli a listerelle, combinati con formaggi a cubetti, diventano casette o scale oppure animali. Ma ci sono verdure che non è facile far accettare ai picocli, vuoi per il colore poco invitante (ad esempio pare che il verde nel piatto sia spesso respinto a priori dal bambino), vuoi per il sapore deciso. Allora le mamme, compatibilmente con la fantasia che si ritrovano -ma le mamme sono sempre fantasiose -, con quello che hanno in casa in quel momento, con il tempo che è sempre tiranno, hanno spesso un'arma vincente: polpette e crocchette.


350 g zucca napoletana pulita
350 g patate
grana grattugiato
pangrattato
curry, noce moscata, sale


La zucca, privata della buccia sottile, va tagliata a pezzi e posta in un sacchetto per cotture in forno, messa al microonde per 7 minuti alla massima potenza e infine passata allo schiacciapatate e scolata dal liquido in eccesso.
Le patate invece vanno messe con la buccia nel sacchetto e cotte sempre a potenza massima per 9 minuti.
Si aggiunge la loro polpa passata al passaverdure, si sala, si incorporano un uovo intero, 6 cucchiai colmi di farina, grana grattugiato a piacere; si sala e si profuma con noce moscata e volendo curry. Si formano con le mani infarinate tante palline non troppo grosse, tipo polpette, le si passa nel pangrattato, le si dispone con delicatezza in una teglia foderata di carta forno, un po' distanziate, le si irrora con olio leggero e si cuociono in forno per una ventina di minuti a 200 °C con funzione ventilata.
In cottura si appiattiscono un po' ma rimangono leggere, soffici dentro e croccanti fuori.

martedì 13 novembre 2007

La pappa è pronta!

E' da giorni che mi frulla quest'idea: ma perché non apro una sezione del sito dedicata alla pappa dei miei bambini? Non solamente pappine strane, ma soprattutto cose di tutti i giorni, reinterpretazioni del piatto che arriva in tavola per la famiglia: perché tutti devono mangiare la stessa cosa, nei limiti del possibile. E poi naturalmente piccole golosità ed escamotage per stuzzicare i bambini (ma anche i grandi) ad assaggiare sapori nuovi e di cui per istinto si diffida; piatti allegri che sembrano animare storie; e allora anche favole e raccontini che nascono da un piatto, per convincere un monello a rimanere a tavola, e vengono riproposte la sera prima di dormire; e disegni, e canzoncine, e cantilene sul tema della pappa.
E, qualche volta, un'intervista, una recensione, la parola di un esperto per capire di più il rapporto fra i nostri bambini e il cibo.

All'arrembaggio!!! la pappa è pronta.